Inizia la raccolta del tartufo bianco pregiato

Dall’1 di ottobre inizia nel Veneto la cerca del tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum Pico), ai sensi della L.R. n. 30/1988. Sarà possibile raccoglierlo sino al 31 dicembre.

Il Bianco è considerato il tartufo per antonomasia sia dal punto di vista gastronomico che da quello commerciale.

Ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul perizio; la superficie esterna è liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall’ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La gleba è inconfondibile e si presenta bianca e giallo/grigiastra con sottili venature bianche. Il profumo, piacevolmente aromatico ma diverso dall’agliaceo degli altri tartufi, lo rende unico nel suo genere. Il bianco vive in simbiosi con querce, tigli, pioppi, salici. Ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto speciali: il suolo deve essere soffice e umido per la maggior parte dell’anno, ricco di calcio e con una buona circolazione d’aria.

Il tartufo bianco va mangiato rigorosamente crudo; dopo averlo spazzolato con uno spazzolino morbido e mano leggera, va affettato a scaglie molto sottili, grazie all’apposito affetta tartufi, direttamente su un risotto, su un piatto di tagliatelle al burro, su un uovo all’occhio di bue. Più il piatto è semplice più si esalta il profumo e l’aroma del tartufo bianco.

Un po’ di storia

Nel 1968 Gennaro Vicentini, tartufaio storico, con il suo fedelissimo ed abile cane ha raccolto nell’area del Delta del Po un tartufo bianco pregiato che alla bilancia ha fatto registrare 1650 grammi, un vero record difficilmente eguagliabile. Gennaro aveva imparato l’arte dal padre Sante (1874 – 1958), trasmettendola poi al figlio Mario che, a sua volta, l’ha trasmessa al figlio Alfredo, tra i soci fondatori della nostra Accademia.