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DOMENICA 1 OTTOBRE INIZIA LA CERCA DEL TARTUFO BIANCO

settembre2017Ormai ci siamo! Da domenica 1 di ottobre inizia nel Veneto la cerca del tartufo bianco pregiato (Tuber Magnatum Pico), ai sensi della L.R. n. 30/1988. Sarà possibile raccoglierlo sino al 31 dicembre.

Il Bianco è considerato il tartufo per antonomasia sia dal punto di vista gastronomico che da quello commerciale.

Ha un aspetto globoso, con numerose depressioni sul peridio.

 La superficie esterna è liscia e leggermente vellutata. Il colore varia dall'ocra pallido al crema scuro fino al verdastro. La gleba è inconfondibile e si presenta bianca e giallo/grigiastra con sottili venature bianche. Il profumo, piacevolmente aromatico ma diverso dall'agliaceo degli altri tartufi, lo rende unico nel suo genere. Il bianco vive in simbiosi con querce, tigli, pioppi, salici. Ha bisogno di terreni particolari con condizioni climatiche altrettanto speciali: il suolo deve essere soffice e umido per la maggior parte dell'anno, ricco di calcio e con una buona circolazione d'aria.

Il tartufo bianco va mangiato rigorosamente crudo; dopo averlo spazzolato con uno spazzolino morbido e mano leggera, va affettato a scaglie molto sottili, grazie all’apposito affetta tartufi, direttamente su un risotto, su un piatto di tagliatelle al burro, su un uovo all’occhio di bue. Più il piatto è semplice più si esalta il profumo e l’aroma del tartufo bianco.

Una semplice ricetta: Tagliatelle al tartufo bianco (per 4 persone)

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Ingredienti: 80 gr. di burro, 80 gr. di Parmigiano Reggiano, 240 gr. di tagliatelle all’uovo, tartufo bianco, sale e pepe.

Preparazione: in una capace padella far sciogliere il burro quindi spegnere il fuoco. Grattare il Parmigiano Reggiano e pulire il tartufo spazzolandolo delicatamente. Lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarle, accendere il fuoco nella padella del burro. Saltare la pasta a fiamma vivace nella padella del burro per qualche istante, unendo una grattugiata di pepe e scaglie di tartufo. Servire immediatamente accompagnando con il Parmigiano Reggiano grattugiato e scaglie sottili di tartufo.

 

Un tartufo bianco entrato nella storia del Delta del Po

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Nel 1968 Gennaro Vicentini, grande esperto nella cerca dei tartufi con il suo abile cane ha raccolto nell’area del Delta del Po un tartufo bianco pregiato di Kg 1,650.

Gennaro aveva imparato l’arte dal padre Sante (1874-1958), al tempo stesso esperto pescatore e cercatore di tartufi. Le aree preferite per la cerca da Gennaro erano le golene e le campagne nell’isola di Ariano Polesine. Ha trasferito la sua grande passione al figlio Mario ed ora a portare avanti la tradizione di famiglia è il nipote Alfredo.