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ACCADEMIA DEL TARTUFO DEL DELTA DEL PO

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Nell’ottobre 2007 è ufficialmente nata (Studio Notarile dottor Livio Penzo di Adria) l’Accademia del tartufo del Delta del Po. L’idea di Antonio Dimer Manzolli di lanciare il prezioso fungo sotto l’aspetto gastronomico, culturale e delle tradizioni locali è diventata realtà grazie alla condivisione di alcune persone residenti nei comuni del Delta del Po e non solo (tartufini, ristoratori, buongustai, amministratori locali ma soprattutto amanti di quella terra meravigliosa che è il Delta del Po).
L’accademia ha sede presso il ristorante “Le Magnolie” di Papozze e, come recita lo statuto, non ha fini di lucro. Persegue finalità di solidarietà sociale nel settore della promozione della cultura. In particolare si propone di creare, approfondire e diffondere una vera e propria cultura del tartufo nel senso che intende far conoscere questo fungo, la sua storia, la sua cultura, e le sue qualità. Promuove lo studio e la ricerca sulla sua produzione, sulle sue qualità e su tutte le sue possibili utilizzazioni; con particolare riferimento al campo della gastronomia. Studia e approfondisce le tradizioni popolari, gli usi, le abitudini collegate al tartufo in tutti i paesi europei ed extraeuropei, con costanti paralleli e riferimenti alle regioni dell'Italia che ne sono le più importanti depositarie. Valorizza infine ogni forma di espressione artistica (letteratura, cinema, TV, giornalismo, pittura, scultura, ecc.) direttamente o indirettamente collegata o collegabile alla "cultura del tartufo". Per raggiungere gli scopi sociali, l'Accademia organizza convegni, tavole rotonde, corsi di cucina, di botanica, di agricoltura e di ogni altro tipo compresi corsi di formazione professionale. Cura la pubblicazione di libri, riviste, trasmissioni televisive e ogni altra iniziativa di comunicazione di massa. Organizza spettacoli e istituisce premi e riconoscimenti tendenti a valorizzare ogni tipo di attività e di ricerca collegata col tartufo.

Perché a Papozze la sede?
Qui, in riva al Po, quando il centro abitato “Piazza Cantone” sorgeva tutto in golena in un singolare abbraccio con il grande fiume, l’arte del “tartufino”  o del “trifolaro” era molto diffusa, anche perché, proprio a Papozze, esisteva l’antica trattoria “La Tona”, meta dei palati sopraffini. Tutta l’area golenale e soprattutto l’isola del Mezzano, con la sua villa settecentesca e la cappella dedicata a San Carlo Borromeo, a perenne ricordo della sosta a Papozze del grande vescovo nella notte tra il 7 e l’8 febbraio 1580, erano una vera e propria miniera con splendidi tartufi di tutte le dimensioni.
Si tratta pertanto di proseguire e consolidare un’antica tradizione che investe l’intera area del Delta del Po.
A Papozze, inoltre, esattamente nella “lanca” di Panarella, a cavallo degli anni cinquanta, il vulcanico professor  Luigi Salvini  fondò la “Repubblica di Bosgattia”, un’avventura tra sogno e realtà con monete e francobolli, un luogo dove ogni estate si davano appuntamento intellettuali di mezza Europa e cittadini comuni per vivere insieme a stretto contatto con la natura e nutrirsi con i suoi frutti.
Il sogno dell’Accademia è quello di dare un contributo alla conoscenza di questo territorio unico attraverso le sue peculiarità e, nel caso specifico, il tartufo ci sembra un ottimo veicolo.
All’Accademia possono aderire tutti coloro che condividono le finalità dello statuto, l’adesione è aperta anche ai ristoratori, i quali si devono impegnare di inserire nei loro menù piatti con tartufo.

SOCI FONDATORI
Barbieri Vittoria
Cappello Giuliano
Cavallari Leonardo
Duò Alessandro
Gennari Geremia
Giovannini Gianluca
Giovannini Antonio
Gottardi Marco
Gui Maura
Lezzoli Lucio
Maestri Gilberto
Mancin Ruggero
Marani Alessandro
Manzolli Antonio Dimer
Navicella Riccardo
Raboni Claudio
Rossi Massimo
Rosestolato Natalì
Santarato Mara
Sinigaglia Donato
Veronese Piermarino
Vicentini Alfredo
Ziggiotto Giorgio