60° ANNIVERSARIO SCOMPARSA PROF. LUIGI SALVINI

Sessanta anni fa, il 5 giugno 1957 si spegneva a Roma il prof. Luigi Salvini, fondatore della Repubblica di Bosgattia (1946-1955) nella golena del Po a Panarella di Papozze ora Oasi naturalistica del WWF. Era nato a Milano l’11 febbraio 1911.

In Polesine il prof. Salvini, appassionato cacciatore, trovò i suoi due grandi amori: la moglie, la signora Matelda, figlia del celebre musicista adriese Nino Catozzo, e la bellezza di questa terra incontaminata, una bellezza che volle far conoscere agli altri, soprattutto ai tanti amici in tutta Europa.

Molti, soprattutto i più giovani, si domanderanno di che cosa si tratta. E’ presto detto. Nel 1945, appena finita la guerra, una piccola comunità di sognatori creò su di un’isola, che il grande fiume formava a Panarella di Papozze, subito dopo l’incile tra il Po di Venezia e il Po di Goro, un libero stato, con passaporto, moneta, francobolli e persino leggi. Una storia tra cronaca e fiaba. Ideatore il professor Luigi Salvini. Verso i vent’anni era già noto per il suo singolare impegno linguistico e per la sua preparazione nel campo filologico, tanto che qualche anno più tardi venne nominato ispettore centrale per l’insegnamento delle lingue del Ministero della Pubblica Istruzione (probabilmente era ed è stato l’unico funzionario che a 25 anni si è trovato ad un tale grado nell’Amministrazione dello Stato). Nel 1947 gli venne conferita per chiara fama la libera docenza in filologia slava.

A Bosgattia la vita iniziava a luglio e terminava quando settembre riserva all’uomo giornate sempre più corte per riprendere l’anno successivo.

Chi andava alla “Tamisiana repubblica di Bosgattia” non poteva certo mettersi a pancia al sole, ma per vivere doveva arrangiarsi con quello che offriva la natura, del resto molto generosa, cacciando e soprattutto pescando. Banditi libri, giornali, radio, titoli culturali, discorsi scolastici e filosofici, barzellette di seconda mano, in questa sorta di zona franca del sentimento, all’insegna della libertà dai condizionamenti del quotidiano, la vita continuò felice sino al 1955. Proprio il 1955 fu anno intenso per il prof. Salvini e i suoi strettissimi collaboratori. Si celebrava il 10° anniversario, per l’occasione aveva coniato una moneta celebrativa di 14 çievaloro (così si chiamava la moneta di Bosgattia), al cambio un çievaloro valeva 5 lire, un francobollo (i francobolli servivano ad ornare le lettere e le cartoline. Se queste però avevano la fortuna di arrivare a destinazione senza far pagare la multa al destinatario costituivano una preziosa rarità filatelica) ed un diploma con medaglia per tutti i bosgattiani). Le barche della flotta della Repubblica, le reti da pesca, le tende e le attrezzature varie, tra settembre ed ottobre, erano, come sempre, state sistemate nei fienili dei contadini di Panarella, Bottrighe e Corbola. Tutto era pronto per un’altra indimenticabile stagione, invece per il prof. Salvini, proprio dall’inverno 1955 iniziò una lunga battaglia contro un male incurabile che ebbe il sopravvento il 5 giugno 1957.

Salvini era il possessore della biblioteca più specializzata e più aggiornata nel campo delle lingue e letterature slave e ugro-finniche. Fu personalmente sempre povero; non gli mancarono certo i riconoscimenti e le soddisfazioni: nel 1941 ottenne la libera docenza di filologia slava per chiara fama confermatagli nel 1947; nel 1942 la Dante Alighieri gli tributò una medaglia d’argento per l’opera culturale. Gli vennero conferiti tre premi dall’Accademia d’Italia, un premio Begey per la polonistica oltre a numerose onorificenze di vari paesi.

Scrittore e traduttore forbito, plastico, vivace, ha lasciato oltre 25 volumi di storia, critica letteraria, versioni dal bulgaro, serbo-croato, ceco, magiaro, romeno, polacco, canti ungheresi, ecc.

Nel 1958 l’editore Marzocco ha pubblicato postumo “Una tenda in riva al Po” – 14 racconti di Bosgattia, dove il professore racconta la sua esperienza della fantastica Repubblica.

Di Bosgattia vive ancora il ricordo nel cuore di quanti hanno avuto la fortuna di fare quella singolare esperienza e di conoscere il suo intelligente ed arguto fondatore.

Perché l’esperienza non vada dimenticata a Corte Milana in località Marcanta di Papozze, a cura del titolare Luca Serain, nel maggio del 2015 è stato allestito un piccolo museo, assai apprezzato dai visitatori.

Nel 1957 la cultura italiana ha perso una delle più spiccate personalità, fu, infatti, uno dei più preparati ed applauditi messaggeri della cultura italiana all’estero, così fu anche uno dei più profondi cultori e divulgatori di lingue e letterature estere in Italia.

Il fondo Salvini è conservato presso l’Università di Pisa, sapientemente curato dal prof. Giuseppe Dell’Agata.

Per saperne di più:

Visita al fondo Luigi Salvini – Prof. Giuseppe Dell’Agata [1/2]

Visita al fondo Luigi Salvini – Prof. Giuseppe Dell’Agata [2/2]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.